Nella sconfinata libreria di casa ho trovato una sua biografia e così finalmente ho deciso di saperne qualcosa di più.
Tina da piccola ha vissuto in Italia, poi in Austria e infine è emigrata a San Francisco. Ha frequentato poco la scuola e tutta la sua formazione culturale e artistica è dovuta al suo interesse personale e alle persone che ha incontrato e frequentato nella sua vita.
Nel 1920 inizia una breve carriera cinematografica recitando in alcune pellicole mute, fra cui The tiger's coat. Tuttavia si sente estranea al mondo di Holliwood, che abbandona senza rimpianti quando si rende conto di essere apprezzata solamente per la sua bellezza.
A Los Angeles conosce il fotografo Edward Weston, del quale diventa modella prediletta e in seguito amante. Lo scambio di lettere tra Tina ed Edward continua a lungo anche dopo la fine della loro relazione ed è una delle fonti principali per la ricostruzione della vita di Tina.
Tina Modotti a Tacubaya © Edward Weston, 1923
Nel 1923 Tina e Edward si trasferiscono a Città del Messico, entrando in contatto con i principali intellettuali, poeti e pittori della capitale. La loro casa si trasforma in un salotto in cui si parla di arte, cultura e anche di politica. È proprio in questi anni, infatti, che Tina incontra alcuni esponenti radicali comunisti e decide infine di aderire al Partito.
Le sue fotografie ritraggono la vita quotidiana del Messico con un occhio quasi documentaristico. Tina non ricerca l'arte, ma la realtà.
| « Ogni volta che si usano le parole "arte" o "artista" in relazione ai miei lavori fotografici, avverto una sensazione sgradevole dovuta senza dubbio al cattivo impiego che si fa di tali termini. Mi considero una fotografa, e niente altro. » | |
(Tina Modotti in Sulla fotografia) |
Nel 1930, in seguito all'uccisione del suo compagno Mella, Tina viene espulsa dal Messico e ritorna in Europa. Prima in Germania, poi in Russia e infine in Spagna, dove il suo impegno e il suo ruolo di coordinatrice all'interno del SRI risultano fondamentali durante la guerra civile.
Tina ormai ha abbandonato la macchina fotografica per dedicarsi interamente alla lotta antifascista e alla causa del comunismo, con la stessa intensità con cui ha vissuto i suoi amori, con la stessa passione con cui una volta si rinchiudeva nella camera oscura.
Nel 1939 Tina può infine tornare in Messico, ma è molto provata da tutto ciò che ha visto e vissuto in Spagna e non solo. Muore d'infarto in un taxi che la sta riportando a casa dopo una serata tra amici, il 5 gennaio del 1942.
| « Tina Modotti hermana, no duermes no, no duermes talvez tu corazon oye crecer la rosa de ayer la ultima rosa de ayer la nueva rosa descansa dulcemente hermana. Puro es tu dulce nombre pura es tu fragil vida de abeja sombra fuego nieve silencio espuma de acero linea polen se construyo tu ferrea tu delgada estructura » | |
(Pablo Neruda, epitaffio dedicato a Tina Modotti) |
Ho letto la vita di Tina tutta d'un fiato: mi sono appassionata subito a questa donna così semplice, così discreta, ma allo stesso tempo forte, determinata, passionale, rivoluzionaria. Un'artista che ha usato la fotografia per esprimere i sentimenti di un popolo. Una donna che all'inizio del secolo scorso era emancipata, indipendente e che ha scelto consapevolmente una vita dedicata agli altri, a una causa in cui credeva.





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